Julie Garwood
Il Pirata Gentiluomo - The Guardian Angel

Passione, intrigo, avventura si avvicendano in questo incalzante romanzo. Pagan, un pirata romantico e giustiziere, terrore dei mari, che rapina i ricchi per risarcire i poveri, è braccato dal Ministero della Guerra che vuole impiccarlo. Nello stesso tempo l'influente marchese di Cainewood è sulle tracce di Pagan per vendicare la morte del fratello di cui è responsabile il pirata. Ma Caine,  non sa ancora che i suoi progetti di morte saranno ostacolati da una sconvolgente esperienza d'amore che il destino ha in serbo per lui. Una notte, nella taverna in cui è appostato in attesa di sorprendere il pirata, irrompe Jade, una conturbante donna dai capelli ramati che lo strega con il fuoco dei suoi occhi. Jade si dichiara in pericolo, e richiede la protezione di Caine per sfuggire a misteriosi nemici... e Caine sente sbocciare un'incontrollabile passione per la creatura splendida e indifesa che gli si abbandona. Ma chi è Jade realmente? Solo una creatura emersa dal buio della notte, tremante e perseguitata, che trova sotto le sapienti carezze di Caine pace e sicurezza? O una donna di insospettabile astuzia, determinata come un uomo, e capace di tenere testa alle insidie di una vita piena di intrighi? Quali misteriosi fili la legano al leggendario pirata Pagan, di cui sembra conoscere così bene le imprese?

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(...)"Non osare addormentarti" le ordinò Caine "Ho alcune domande da rivolgerti"
Lei non si preoccupò di aprire gli occhi per rispondergli "Non mi addormenterò, ma tenendo gli occhi chiusi, non sono costretta a vedere la tua espressione accigliata, Caine. Tutto è più tranquillo così. Perché fingevi di essere Pagan?" Aveva pronunciato la domanda con tanta leggerezza che nessuno reagì per un intero minuto.
"Fingeva cosa?" chiese infine Lyon
"Fingeva di essere Pagan" ripeté Jade "Non so quanti altri personaggi famosi abbia finto di essere in passato" aggiunse indicandolo con un cenno del capo "A me sembra che il vostro amico soffra di una specie di mania"
Caine sembrava volesse strangolarla. Christina trattenne un sorriso "Lyon? Non credo di aver mai visto il nostro amico tanto sconvolto"
"Nemmeno io" approvò Lyon.
Caine lo convinse con uno sguardo a sospendere i commenti. "Non sono abituato a situazioni di questo genere" mormorò.
"Comunque dubito che abbia mai finto di essere Napoleone" continuò Jade "E' troppo alto per riuscirci. Inoltre, tutti conoscono l'aspetto di Napoleone" "Basta" urlò Caine. Mandò un profondo sospiro, poi continuò con voce più calma "Ti spiegherò perché fingevo di essere Pagan dopo che mi avrai raccontato tutto quel che ti ha condotta a questa nottataccia"
"Da come lo dici, sembra sia tutta colpa mia!" gridò lei.
Lui chiuse gli occhi. "Non ti sto incolpando"
"Oh, sì che lo fai" obiettò lei "Sei un uomo esasperante. Ho passato momenti terribili, e tu mi hai mostrato la comprensione di uno sciacallo"
Caine dovette contare fino a dieci per essere certo di non urlare.
"Perché non cominciate semplicemente dall'inizio?" suggerì Lyon.
Jade ignorò la proposta. Tutta la sua attenzione era concentrata su Caine. Era ancora un pochino troppo padrone di sé per i suoi gusti "Se non cominci tu dimostrandomi un po' di solidarietà e comprensione, inizierò io a gridare."
"Tu stai già gridando" le disse lui con ghigno malizioso. Quell'affermazione la costrinse a una pausa. Prese fiato, poi decise di cambiare tattica "Quegli uomini terribili hanno rovinato tutto" dichiarò "Mio fratello aveva appena finito di rinnovare la sua bella casa, e gliel'hanno rovinata. Non so dirvi come resterà deluso Nathan quando lo scoprirà. Oh, smettila di fissarmi così, Caine. Non m'importa se mi credi o no"
"Via, Jade..."
"Non parlarmi"
"Sembra tu abbia perso il controllo della conversazione" fece notare Lyon a Caine (...)