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Barbara Cartland
Anche se considera spregevole rubare al suo imperioso
ospite, Neoma sa, mentre cerca freneticamente nella scrivania, che questo
è il solo modo di salvare suo fratello dal fallimento e dalla disgrazia.
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| (...) Il marchese le offrì il
braccio e attraversarono la terrazza per appoggiarsi alla balaustra di
pietra. Sotto di loro una leggera nebbia incominciava a avvolgersi intorno
agli alberi del parco. Il lago rifletteva il cielo luminoso e un quarto di
luna si alzava sopra gli alberi. Neoma alzò il capo a guardarla. "E' tanto
bella!" disse a bassa voce. "Come lo siete voi, chiarore lunare" Neoma fu tanto stupita da quelle parole che si voltò a guardarlo, e il marchese la prese fra le braccia e la baciò sulle labbra. Per un attimo lo stupore le impedì di provare qualsiasi emozione che non fosse l'incredulità. Era troppo sbalordita, troppo attonita per lottare, e non pensò neppure a liberarsi. mentre le braccia del marchese l'avvincevano sempre più strettamente, ebbe l'impressione che tutta la bellezza di Syth e lo splendore del cielo si concentrassero in quel bacio, e le balenò improvvisa la certezza che quel che provava era amore. E quando infine dopo quello che avrebbe potuto essere un intero secolo, il marchese sollevò il capo lei mormorò "Vi amo" Non era tuttavia certa di avere pronunciato davvero quelle parole. Sapeva solo che vibravano in ogni nervo del suo corpo, in ogni pensiero della sua mente. Quello era l'amore, l'amore come lo aveva sempre immaginato. Ma come avrebbe potuto prevedere che lo avrebbe provato per il marchese? "E' quanto volevo diceste, amor mio" rispose lui "e mi sembra di avere aspettato più di un secolo per sentirvelo dire." (...) |
