Barbara Cartland
Amore Prigioniero - Love locked in

Anche se non si sono mai incontrati, Syrilla si è innamorata del duca di Savigne quando aveva nove anni. Ora Syrilla ha diciotto anni e il duca trenta. Lei è felice quando le propongono un matrimonio di convenienza con lui, vivendo tranquillamente e appartatamente in campagna col padre, lei è all'oscuro della vita scandalosa che Aristide conduce a Parigi, e che il suo nome è sinonimo di dissolutezza.

Aristide rifiuta di incontrare la ragazza che sua madre ha scelto per lui, e giura che dopo la cerimonia tornerà immediatamente ai suoi piaceri nella capitale. Ma accade che Syrilla  riesca a fargli cambiare idea, affrontando coraggiosamente inaspettati pericoli e insegnandogli il significato del vero amore.

 

(...)"Che cosa volevate dirmi?"
Syrilla alzò su di lui lo sguardo dei grandi occhi azzurri, quindi lo sorprese alzandosi dal divano per venire a inginocchiarsi al suo fianco. "Non sapevo" disse con dolcezza "quanto aveste sofferto dieci anni orsono"
Il duca si irrigidì "Chi ve ne ha parlato?"
"Ho udito due signore parlarne mentre uscivo dalla stanza di vostra madre" gli rispose "La più anziana diceva quanto avete amato, e come tragicamente avete perso il vostro amore. Ora comprendo, Monsignore"
"Che cosa comprendete?"
"Che mi avete sposata solo per compiacere vostra madre. Che avete giurato fede a un ideale e che solo per amore di vostra madre avete acconsentito a esaudire i suoi desideri."
Poiché il duca non parlava proseguì dopo qualche attimo:
"Sapevo che ogni vostra azione non poteva essere che nobile, e questo grande amore è proprio quanto mi attendevo da voi."
Il duca la fissava incredulo, ma senza staccare gli occhi dai suoi ella proseguì: "Ora che sono a conoscenza dell'accaduto vi prometto di non interferire in alcun modo nella vostra vita, e che nessuno verrà mai a saperlo."
"Sapere cosa?"
"Che sebbene io sia votra moglie di nome, rispetterò il sentiero che avete scelto e non mi imporrò in alcun modo a voi."
Forse per la prima volta in vita sua, il duca era tanto sbalordito da rimanere senza parola. L'ammirazione che leggeva nello sguardo di Syrilla era inequivocabile, così come inequivocabili erano il rispetto, quasi il timore con i quali si rivolgeva a lui. Come spiegare a questa bambina, si chiedeva, che non aveva giurato fede a nessun ideale, e che quanto era accaduto in passato lo aveva trasformato nell'uomo cinico ed egoista di oggi? Con uno sforzo riuscì a chiederle: "Venite a dirmi che non intendete consumare il matrimonio?"
"So che il vostro senso del dovere e il desiderio di compiacere vostra madre" rispose Syrilla "potrebbero indurvi a farlo. Ma sarebbe contro ogni vostra inclinazione, e con la persuasione di tradire il vostro vero amore." Distolse lo sguardo con timidezza mentre proseguiva : "La gentildonna della quale ho udito le confidenze affermava che avete in questa casa un rifugio segreto nel quale custodite gelosamente i ricordi della donna amata. Posso comprendere come il vostro cuore sia prigioniero di quei ricordi." Fece una pausa prima di aggiungere: "La sconosciuta affermava anche che le donne non contano più nulla per voi. COme donna, sebbene sia di diritto vostra moglie, sono rassegnata ad accettare il fatto di non contare nulla ai vostri occhi." Alzò di nuovo lo sguardo su di lui mentre concludeva: "Non credo che esista un uomo più nobile di voi. Vi amo da quando ero bambina e continuo ad amarvi e rispettarvi più di quanto le parole possano dire"
Il duca aveva l'impressione di vivere in un incubo. Il sospetto che Syrilla si prendesse gioco di lui era stato immediatamente fugato dall'espressione innocente di quel volto. Come spiegarle, si chiedeva, che aveva frainteso ogni parola di quanto aveva udito? Le donne non contavano più nulla per lui! Avrebbe riso pensando alle centinaia di donne passate tra le sue braccia, tante che in molti casi non ricordava neppure i loro volti o i loro nomi. Ma come dirlo a sua moglie, inginocchiata ai suoi piedi, con lo sguardo pieno di adorazione alzato su di lui?(...)